Spazio a misura d’uomo.

Spazio a misura d’uomo.

1600 1067 Confindustria Bergamo EVOLVE

Sempre più imprese sposano forme di lavoro flessibile, digitale e decentrato. Abbiamo osservato le dinamiche dello smart working da una prospettiva trasversale.

L’ufficio rimane ancora un luogo chiave ma deve trasformarsi”

conferma Fiorella Crespi, direttore dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, una realtà che da più di 10 anni si occupa di studiare l’evoluzione del modo di lavorare delle persone. E dovrebbe farlo secondo criteri di abitabilità e accoglienza, con particolare attenzione al benessere e al comfort di chi lo popola, permettendo così di liberare idee ed energie.

Business team working at office desk with laptops and financial reports, hands close up, unrecognizable people

Lo scenario: nel 2015, il 17% delle grandi imprese ha messo in atto progetti strutturati di Smart Working (era l’8% nel 2014). Quasi una grande impresa su due sta andando in modo strutturato o informale verso questo nuovo approccio adottando iniziative tese a creare maggiore flessibilità, come revisione del layout degli uffici, la riconfigurabilità degli ambienti per dimensione e scopo, “abitabilità” per avere un ambiente accogliente, attento al benessere e al comfort con spazi e servizi per la cura della persona e in grado di soddisfare esigenze professionali, dalla mensa al relax. Tra le PMI, però, la diffusione risulta ancora molto limitata: solo il 5% ha già avviato un progetto strutturato di Smart Working, il 9% ha introdotto informalmente logiche di flessibilità e autonomia, oltre una su due non conosce ancora questo approccio o non si dichiara interessata. Questi dati, rilevati da una ricerca condotta dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano analizzano e confrontano oltre 240 organizzazioni pubbliche e private con l’obiettivo di fotografare lo sviluppo e diffusione dello smart working in Italia, un percorso lungo e profondo di continua evoluzione. Significa andare oltre l’introduzione di singoli strumenti e creare un’organizzazione orientata ai risultati, fondata su fiducia, responsabilizzazione, flessibilità e collaborazione. Qualche grande realtà ha già affrontando il grande passo: la Star ha riorganizzato la sua sede di Agrate in un open space dove ci sono solo scrivanie non assegnate, uguali per dirigenti e dipendenti, ribaltando i tradizionali spazi di lavoro. Unicredit è all’avanguardia in questo campo: due piani della torre Cesar Pelli a Milano sono stati attrezzati come uffici del futuro, con postazioni condivise, meno metri quadri a testa ma un enorme spazio collettivo, che ben si presta a lavorare in gruppi di lavoro, favorendo la circolazione delle idee. Una rivoluzione? No, una semplice metamorfosi del lavoro.