Smart working vuole dire intelligenza collaborativa.

Smart working vuole dire intelligenza collaborativa.

549 511 Confindustria Bergamo EVOLVE

Lo smart working rappresenta una sfida, l’evoluzione dei modelli organizzativi tradizionali. Alla fine di ogni anno è quasi scontato fare bilanci. Ed eccoci pronti a raccogliere i risultati di quanto fatto fino a oggi e immaginare lo scenario del 2017.

La premessa è d’obbligo. Riduttivo pensare che lo smart working equivalga al lavoro fatto “da casa”, sbagliato credere che il processo interessi una ristretta fascia di lavoratori e che le sue conseguenze sulla vita quotidiana si fermino alla riduzione del traffico o alla libertà di orario. E’ necessario allargare la prospettiva e tratteggiare una nuova riorganizzazione degli spazi e la creazione di un sistema di performance management scandito per obiettivi.

I numeri confermano il trend. E le aziende sostengono la formula. L’Osservatorio del Politecnico di Milano dà il fenomeno in veloce crescita: nel 2015 le società italiane che hanno adottato progetti di smart working sono quasi raddoppiate, passando dall’8 al 17 per cento. Il metodo è applicato soprattutto nelle grandi imprese, ma anche le piccole si stanno attrezzando. Vodafone Italia, ha fatto da apripista. Barilla si è posta come obiettivo di estendere significativamente il modello entro il 2020. Accenture è già sul pezzo da tempo.

Identikit. Il tipo “smart” è un uomo (nel 69% dei casi) con un’età media di 41 anni, che risiede al Nord (nel 52% dei casi, solo nel 38% nel Centro e nel 10% al Sud) e rileva benefici nel work-life balance rispetto ai lavoratori che operano secondo modalità tradizionali. La ricerca della scuola di management del Politecnico ha coinvolto 339 manager delle funzioni IT, HR e Facility, oltre a un panel rappresentativo di 1.004 lavoratori.

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Sono le tecnologie digitali che abilitano lo Smart Working. Servizi di social collaboration, strumenti di condivisione e archiviazione di documenti, accessibilità e workspace technology supportano il lavoro in mobilità e rendendo possibile la comunicazione, introducendo nuove, fondamentali, tecnologie in azienda.

Previsione per il futuro. Tre sono gli aspetti cruciali sui quali si dovrebbe muovere l’asse di questo cambiamento nel prossimo futuro: rinnovare il layout fisico degli spazi lavorativi, attivare nuove modalità di collaborazione e comunicazione e infine espandere il raggio di azione delle nuove tecnologie e dispositivi digital.

Pronti per evolvere?