Risorse più che persone.

Risorse più che persone.

691 506 Confindustria Bergamo EVOLVE

Il benessere del lavoratore e quello dell’azienda sono strettamente correlati: questo è un dato di fatto. L’indice di benessere si misura su diversi ambiti d’intervento, che vanno dalla previdenza integrativa alla salute, dalla tutela delle pari opportunità e sostegno ai genitori alle assicurazioni per i dipendenti e le famiglie. Dalla formazione, alle agevolazioni per il tempo libero: si allarga il ventaglio dei benefit per le persone, intese sempre più come risorse e meno elementi di un ingranaggio meccanico. 

Ecco perché diventa importante stimolare un cambio culturale nelle piccole e medie imprese con l’obiettivo di valorizzare la centralità del welfare nella vita quotidiana delle aziende, dei lavoratori e delle loro famiglie. Dato che la salute viene ormai considerata un nodo strategico, molte società propongono ai propri dipendenti visite mediche e screening periodici,  incoraggiano abitudini salubri, come l’adozione di una dieta bilanciata e incentivano la regolare attività fisica. Più arduo risulta, invece, cercare di quantificare e monitorare il benessere psichico e la “felicità” del dipendente. In questo ambito, la tecnologia può rivelarsi inaspettatamente utile, grazie ad esempio all’affective computing, ovvero sistemi basati sull’interazione uomo-computer che permettono di decodificare delle spie fisiche, risalendo all’emozione e/o alle condizioni psicologiche che le determinano. 

Hand drawing unhappy and happy smileys on blackboard

Le aziende puntano quindi con ogni mezzo e risorsa a rendere più “felici” i dipendenti, costruire un clima aziendale ideale, migliorando la soddisfazione dei dipendenti e di conseguenza la propria immagine, produttività e reputazione.

Alcune realtà hanno già adottato questa strategia: ManpowerGroup e Luxottica hanno provato a migliorare la vita dei lavoratori con benefit, momenti di audit, puntando a un’offerta trasversale in termini di welfare.

Un’evoluzione che parte proprio dall’etimologia stessa della parola: welfare deriva dalla locuzione verbale to fare well, che letteralmente significa “passarsela bene”. Una parola che da sola spiega il senso di una tendenza in crescita esponenziale.